Alla ricerca di qualcosa di raro? Nulla di più facile...

Pubblicato il da Eliano Fiore

Una gemma per essere considerata tale deve possedere alcune caratteristiche particolari tanto da indurre l'essere umano ad usarle come ornamento. Tradizionalmente si parla di "durezza" nel senso che se portata non si rompa facilmente; di "bellezza" nel senso che deve avere delle caratterristiche non comuni ai semplici sassolini trovati ai giardinetti, che magari possono anche essere carini, ma la bellezztanzanite.jpga d'una gemma risiede nel suo colore o colori, nella sua trasparenza e nei suoi riflessi. Naturalmente deve possedere una certa "dimensione" tanto da essere desiderabile; infine una gemme deve essere, in certa misura, "rara"...

Il diamante è, tutto sommato, una gemma abbastanza comune che possiamo trovare in Africa, Sud e Nord America, Russia, Cina, Australia.... e forse anche in altri posti non ancora ben esplorati; è composto da carbonio [C] che è un nonmetallo base della chimica organica e che possiede la proprietà di legarsi con se stesso (che a determinate condizioni, assumento una struttura tetraedrica, diventa diamante) ovvero con molti altri elementi (producendo oltre dieci milioni di composti chimici, non ultimo il biossido di carbonio, vitale per i vegetali).

Volendo approfondire, invece, il punto "rarità" sappiamo che esiste solo una gemma che  —al momento— viene estratta solo in un punto del nostro amato pianeta!

Parliamo della tanzanite: la gemma mille volte più rara del diamante.
Questa gemma è stata scoperta nel luglio 1967 da Ali Juuyawatu, un Maasai, ai piedi del monte Kilimanjaro. Si tratta di una gemma blu-viola fortemente tricroica (che possiede tre differenti colori a seconda dell'orientamento del cristallo: blu zaffiro, viola ametista e verde salvia). Si estrae solo nella regione Arusha nella parte nord della Tanzania (terra di leggende e di folklore) sulle colline Merelani, nella valle Umbra e monti Lalatema.

Dopo esser stata trovata la gemma finì nelle mani di Manuel D'Souza, sorta di garimpeiro locale alla ricerca di corindone (il minerale che forma rubini e zaffiri), che sulle prime aveva creduto di trovarsi in presenza di una nuova forma di zaffiro, ma le successive analisi gemmologiche dimostrarono che si trattava di un minerale assai più complesso dello zaffiro [Al2O3]: si trattava infatti di una varietà di zoisite [Ca2Al3(SiO4)(Si2O7)O(OH)] formatasi oltre 585 milioni di anni fa, in presenza di vanario ed in particolari condizioni geologiche  che troviamo solo ed esclusivamente in Tanzania.

La fama del ritrovamento di questa nuova gemma raggiunse presto Henry B. Platt, pronipote di Louis Comfort Tiffany, gemmologo, che all'epoca lavorava con Walter Hoving, Presidente di Tiffany & Co. Fu Platt stesso a chiamare il ritrovamento gemmologico "tanzanite" e nell'ottobre del 1968 lanciò una campagna promozionale per la "più bella gemma blu scoperta negli ultimi duemila anni".!

La gemma, relativamente poco diffusa, sta guadagnando popolarità tra i collezionisti e tra gli investitori; il prezzo può facilmente superare quello del diamante nei prossimi anni. Nell'ultimo quinquennio s'è registrato un incremento di oltre il 30%. Si tratta dunque di un'altra opportunità?

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M
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