Gioielli: una guida all'acquisto

Pubblicato il da Eliano Fiore

Un gioiello è certamente un dono che rimane, testimonio tangibile, nel tempo. Inoltre il gioiello, dato il suo valore intrinseco, è un parimonio. Questi sono, detto veramente in due parole, i motivi per i quali chi più investe nell'acquisto d'un gioiello, meno spende in termini di tesaurizzazione. Forse meglio dell'acquisizione di un immobile in quanto le spese di manutenzione non esistono ed è facilmente trasportabile mentre l'immobile...

Ma, all'atto pratico, l'acquisto di una gemma o di un gioiello può benissimo essere un'esperienza intimidante. Ecco allora che entra in ballo il consiglio dell'esperto, del Gemmologo diplomato, insomma colui il quale ha studiato la materia e non solo tratta gioielli. Il Gemmologo oltre al parere (soprattutto se è anche Valutatore) può anche agire ut alter ego per l'acquisto in questo settore in quanto può facilmente determinare se la pietra preziosa vale il prezzo d'acquisto. Ci sono, infatti, gemme che difficilmente vanno oltre una certa caratura e gemme che al di sotto di una certa caratura hanno poco valore.

 

Di seguito alcuni punti da tenere in considerazione all'atto pratico non solo quando si decide di andare dal gioielliere, ma anche, o soprattutto, se si intende acquistare online (forma d'acquisto ormai consolidata in tutti i campi).

La qualità di una gemma dipende da alcuni paramentri: quattro di questi sono le famose 4 "C", ovvero in inglese "color", il colore, "clarity" la trasparenza, "cut" il taglio e "carat" il peso. A tale proposito esistono delle definizioni che sono univoche e a carattere internazionale. L'istituto che storicamente ed internazionalmente ha fissato le regole per i diamanti, ha anche, mutatis mutandis, fissato le regole per le gemme colorate. Qui, appunto, si consigliano le norme GIA (Gemological Institute of America) sia per i diamanti che per tutte le altre "pietre"...

Il colore:
Si intende ovviamente del colore proprio della gemma (sia essa un diamante o un rubino) quando essa viene colpita da luce. Generalmente più "vibrante" è il colore maggiore valore ha la gemma. Si parla sovente di "saturazione", di "tono" e di "tinta". Si tratta dei tre parametri che determinano appunto il colore.
La "tinta" è l'impressione base, di primo acchitto del colore nell;osservare una gemma. Tecnicamente parlando esistono infinite varietà di tinte nell'università, ma l'essere umano ne percepisce solo circa 150. Il sistema GIA usa 31 "tinte" per descrivere un colore.
Per "tono" si intende il chiaro e lo scuro del colore. Nel sistema GIA si calcolano 11 livelli di "tono" che vanno dal bianco fino ad arrivare gradualmente al nero che è il tono più scuro.
La "saturazione" è la purezza, insomma l'intensità della "tinta" e viene sistematizzata da GIA in una gamma di 6 livelli corrispondenti ad una saturazione che va da "grigiastra/brunastra" a "vivida".
In tal modo, utilizzando dunque questi paramentri, difficilmente ci si può sbagliare. Uno smeraldo, per essere considerato tale dal punto di vista del colore deve giocoforza ricadere tra un "vstbG"= Verde con forti riflessi blu, e un "G"= verde, con il valore massimo "vslbG 5/5"= Verde con leggeri riflessi di blu, saturazione 5, tono 5.
In altre parole si parla di quanto rara può essere una gemma: un "Topazio Imperiale" (rosa/oro) vale più di un topazio blu, ceteris paribus in quanto non è facile trovare un topazio di colore rosa/oro. Con questo sistema si può benissimo segnare il confine che intercorre per esempio tra un rubino ed uno zaffiro rosa, là dove il negoziante tende a chiamare "rubino" anche quello che in effetti è uno "zaffiro rosa" al fine di vendere al massimo prezzo possibile.

La trasparenza:
Ci si riferisce alle "inclusioni", alle impurezze, presenti nella gemma. Se è possibile vedere completamente attraverso la gemma, essa è completamente trasparente (e forse non ha colore). A seconda della gemma le inclusioni sono inevitabili, come nel caso dello smeraldo che in natura non esiste completamente trasparente (le pietre sintetizzate in laboratorino, invece, hanno la proprietà d'essere prive d'inclusioni). In generale, più la gemma è trasparente e maggiore è il suo valore.

Il taglio:
dal taglio, dalle sue proprzioni, dall'esattezza della facettatura dipende la brillantezza ed il fascino della gemma. L'esperto si serve del microscopio al fine di determinare scrupolosamente tutte la inesattezze di taglio. La politura finale ha anche un ruolo importante, ma essa è relativa alla durezza della gemma, infatti più la pietra è dura meglio viene polita. Inoltre solo le gemme di un certo livello vengono tagliate a faccette. Molti sono i tagli possibili. Tagli a losanga, a brillante, quadrati, rettangolari, a cuore... e cabochon che viene preferito per le gemme molto incluse e per quelle "fenomenali" tipo occhio di gatto o a stella.

Il peso:
certamente si tratta di un parametro inconfutabile. La binacia tarata dell'orefice parla chiaro; ciò che non può dire la bilancia invece è il fatto che alcune gemme sono rarissime al di sopra di una certa caratura (peso espresso in carati, abbreviato in "ct" che equivale a 1 ct = 1/20 di gr.: 5 ct=1gr) come ad esempio il rubino che più pesa, maggiore è il costo per carato; un rubino di 1 ct può costare, mettiamo, 800 euro, mentre uno da 5 ct non costa 800 euro x 5 = 4.500 Euro, ma viene a costare ben oltre i 10.000 euro. Mentre altre gemme sono valutate solo oltre una certa caratura (ad esempio l'ametista).

Il certificato gemmologico rilasciato da un laboratorio GIA (ma anche altri laboratori internazionalmente riconosciuti) riporta tutti questi paramentri, comprendendo anche il fatto se la pietra è naturale, naturale trattata, ovvero sintetizzata in laboratorio; tutto ciò rende difficile la mistificazione e l'imbroglio molto difficile. Oltre al certificato è sempre bene avere la garanzia del gemmologo che vende la gemma per ciò che concerne l'origine, quando essa può essere conosciuta. Il Gemmologo Valutatore puòil-rubino.jpg rilasciare anche il certificato di valore da essere usato per accendere una polizza che assicura la gemma.

Altri fattori di valutazione da considerare all'atto dell'acquisto:
Spesso si pensa che un gioiello acquistato da qulche "Famoso Gioielliere" possa avere più valore intrinseco di un gioiello acquistato da "Gioielliere Sconosciuto". Ma non è così. Sicuramente il gioiello acquistato presso il "Famoso Gioielliere" costerà di più, ma non avrà valore in più. Ci troviamo probabilmente in un'epoca nella quale il valore del "nome" passa in seconda posizione. Nell'acquistare un gioielli è necessario considerare senza dubbio il valore intrinseco del gioiello oltre alla sua bellezza come dono. Ecco perché, in linea di massima, l'acquisto online, è più conveniente: il negozio online non ha le spese d'affitto, di luce ecc. che invece ha il gioielliere con un negozio fisico. Ma anche tra i servizi online, c'è chi si rifornisce da grossisti (proprio come i negozianti) e chi invece si rifornisce direttamente alla fonte. Tutti questi parametri influiscono, e non poco, sul prezzo della gemma.

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