Il rischio di possedere gioielli

Pubblicato il da Eliano Fiore

Con questo articolo ho intenzione di continuare a parlare dell'argomento di attualità: investire e  preservare il proprio patrimonio!

La diffidenza.
In un'epoca come quella in cui stiamo vivendo, dove il mondo della finanza barcolla pericolosamente e il costo della vita non è in equilibrio con l'economia; la sfiducia negli investimenti tradizionali è un dato di fatto innegabile ed allora ci si orienta verso quelli che sono detti "beni rifugio" nel senso che il loro valore rimane, in linea di massima, parallelo e costante all'economia contingente divenendo un vero e proprio "rifugio economico" in caso di crisi maggiore. Tali beni rifugio sono, in primis, i metalli preziosi quali platino, oro e argento seguiti da altri, che però sono continuamente preda di speculazioni internazionali quasi si trattasse di azioni di borsa. Il mercato che invece molto, molto difficilmente risente di speculazioni è quello delle pietre preziose. Risulta, in effetti, molto difficile, per il profano, arrivare a "speculare" sulle gemme in quanto si richiede una conoscienza profonda dei materiali, oltre che del mercato.

La griffe?
Sembra che sia finita, almeno al momento, l'era in cui si acquistava un gioiello dal proprio fornitore di fiducia per il solo gusto di adornare la persona o per fare un quanto mai gradito regalo. Al giorno d'oggi oltre al gioiello per sé si guarda anche al prezzo, in modo da spendere il minimo indispensabile, pensando anche al "valore reale" del gioiello prescelto. Nello stesso tempo aumenta in tal riguardo la diffidenza sui gioielli "di marca" firmati da grandi case, dove il valore aggiunto è decisamente maggiore rispetto al valore intrinseco dell'oggetto scelto. In caso di crisi, purtroppo, la griffe non viene tenuta assolutamente in conto, mentre la purezza del diamante (ad esempio) risulta essere della massima importanza.
E' doveroso aggiungere che, con la globalizzazione del mercato e il diffondersi di internet, risulta più facile acquistare gioielli, forniti di doverose certificazioni e garanzie, con l'e-commerce dove si punta, appunto, al valore intrinseco e non alla griffe (che spesso utilizza metalli vili come ferro o resine al posto di metalli preziosi e gemme) in quanto destinata a soddisfare esclusivamente esigenze di moda e di trend estemporanei e non esigenze d'investimento stabile, sia pure limitato al bene rifugio personale.

Una soluzione.
Da ormai parecchi anni il mercato americano creato una nuova figura professionale che ancora stenta ad essere riconosciuta nell'Antico Continente. Si tratta di quello che in inglese viene definito "Indipendet Gemologist Appraisar" ovvero il Gemmologo Valutatore Indipendente.
L'esigenza primaria che ha dato vita a questo "esperto" è stata quella di poter assicurare i gioielli contro danni e furto con l'opinione di un esperto non legato alla compra-vendita del gioiello stesso. Gli è che il gioielliere, in tutta onestà s'intende, al fine di aumentare le vendite e psicologicamente circuire il potenziale cliente, pratica sconti sulla merce in vendita, dando a credere che l'attuale prezzo di vendita (e di conseguenza il valore) sia superiore al prezzo fatto all'acquisto del gioiello. Ovviamente ciò non può essere veritiero ed il Gemmologo Valutatore esprime il proprio parere di valutazione attuale su un mercato internazionale del gioiello spttoposto alla valutazione.
Con l'andar del tempo questo servizio si è ampliato ad altri campi come quello di poter stabilire l'attuale valore di gioielli antichi (parliamo di gioielli con oltre 100 anni di storia) oppure nel caso di valutazioni per la rivendita di gioielli e ancora per la conferma di qualità su nuovi acquisti o la consulenza (ed in certuni casi l'acquisto diretto) in caso d'acquisto di gioielli. Infatti non basta commerciare (come il gioielliere) in gemme per sapere valutare la qualità e dunque il valore di una pietra preziosa.
La preparazione tecnica richiesta da questa professione è piuttosto ampia e non semplice con esami che non sono facili e va con sé che all'interno della professione si siano create delle sotto-categorie: chi si specializza in assicurazione, chi in gioielli storici, chi ancora in consulenza.
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