Gemme di sintesi e imitazioni
Da sempre, specialmente nel mercato dei gioielli, caveat emptor (faccia attenzione l'acquirente) è una parola d'ordine prioritaria; ma in particolare negli ultimi cinquant'anni è necessario fare molta più attenzione.
Le gemme sintetiche sono identiche in tutto e per tutto alla loro controparte naturale. Hanno infatti la stessa struttura cristallina di base, uguali indice di rifrazione e densità, e non variano neppure nella loro composizione chimica o colore (che spesso è più bello nelle pietre sintetiche). Anche il gemmologo che ha studiato a fondo la materia può rimanere perplesso sulla vera identità di una gemma in quanto le particolarità interne ed inclusioni sono a volte molto poco visibili e di forme che possono appartenere sia la mondo naturale che a quello della formazione in laboratorio.
Anche il gioielliere di fiducia, che ha senz'altro "mestiere" ed anni di esperienza sulle spalle, può rimanere, inconsapevolmente, ingannato. nei casi in cui si sospetta una gemma sintetica (colore e trasparenza straordinari ad un prezzo non adeguato) è sempre bene rivolgersi a qualche gemmologo esperto o ancora meglio a qualche laboratorio ben attrezzato in modo da poter condurre tutte le analisi necessarie e stabilire se la pietra è naturale oppure sintetizzata in laboratorio.
Le gemme che comunemente possono essere sintetiche ed alle quali si deve fare particolare attenzione all'atto dell'acquisto sono:
alessandrite
ametista
diamante
smeraldo
opale
rubino
zaffiro
spinello
Non bisogna però confondere le gemme sintetiche (che hanno un loro certo valore) dalle imitazioni (insomma i falsi). Le imitazioni si limitano semplicemente a imitare il colore o l'aspetto esteriore della pietra naturale.
Ad esempio sia lo zircone naturale che lo zircone cubico (quest'ultimo creato dall'uomo e che non esiste in natura) è stato usato (e lo è ancora) al posto del diamante. Un pezzo di vetro ad alto contenuto di piombo può benissimo imitare lo zaffiro. La fosterite è un'eccellente imitazione della più costosa tanzanite, mentre se consideriamo la composizione chimica della fosterite, scopriamo che assomiglia molto più al peridoto verde-giallo. Un altro classico esempio è l'alessandrite montata su gioielli che si rivela essere uno zaffiro colorato con vanadio.

