Il granato
Fino ad un paio di centinaio d'anni or sono tutte le pietre preziose di colore rosso venivano chamate "rubini" (appunto dal latino rubrum che vuol dire rosso)... ma in effetti si faceva di tutte l'erbe un fascio!
Di uso millenario, il granato prende il nome dal colore dell'omonima gemma molto nota nell'antichità: granato si riferisce probabilmente al colore dei semi del melograno.
Questa bella pietra, che può essere di colori che vanno dal violetto al rosso, non è però la più apprezzata di questo gruppo (perché di gruppo di gemme si parla).
In questo gruppo ci sono altre pietre, che prendono via via nomi diversi, di colori che vanno dall'arancione al giallo oppure ancora verde. Può anche essere nera. Ma la classificazione per colore, nelle diverse varietà può essere veramente ampia e confondere.
Considerando il valore, ci sono infatti pietre di un certo interesse; per esempio quelle di color arancione (la spessartina) che possono raggiungere anche i 1.000 Euro a carato (1 ct. = 0,20 gr.).
Nella sua coloratura verde poi (detto "tsavorite" che prende il nome dal Parco Nazionale di Tsavo in Kenya), quando il colore è ben saturato e intenso può facilmente raggiungere prezzi di 10.000 Euro al carato (per pietre che superano i 2 ct.).
Ma di granati se ne trovano anche trasparenti soprattutto se sintetizzati in laboratorio!
Lo YAG (o granato di ittrio e alluminio) che, fino alla sintetizzazione dello zircone cubico, veniva ampiamente utilizzato negli anni '70 per simulare il diamante; un altro materiale sintetizzato utilizzato per lo stesso scopo è il GGG (o granato di gallio e gadolino).
Per la scelta di una pietra preziosa d'una certa importanza, dunque, è sempre bene seguire il consiglio d'un esperto del campo e per gli investimenti d'una certa importanza un buon consulente diplomato gemmologo è probabilmente un alleato insostituibile.

